The Collector's District
Il nome dell'evento, e le sue prime facce. Qui raccogliamo le proposte di logo e brandbook. Ogni proposta ha la sua pagina con le tavole, le direzioni e un'anteprima del logo sul sito.
Un quartiere intero,
fatto di carte.
Volevamo un nome che tenesse insieme tutto l'evento: la fiera di giorno, le aste live, l'esposizione vintage, i tornei e la Trading Night a porte chiuse. Il nome non doveva sceglierne uno, né scegliere un singolo gioco.
The
/ðə/
Uno solo, quello di riferimento. Non "una fiera di carte", ma il posto dove ci si ritrova.
Collector's
/kəˈlɛktəz/
Chi cerca, conserva e scambia. Il protagonista è il collezionista, dal primo binder al trader di vintage, ed è lui che "possiede" il quartiere.
District
/ˈdɪstrɪkt/
Una parte di città con le sue strade, le sue regole e i suoi orari. Aste, Vintage Vault, aree di gioco e Trading Night sono zone diverse dello stesso distretto.
Pokémon, Magic, One Piece, Lorcana, Yu-Gi-Oh!, sport cards: un solo indirizzo.
Le carte sul tavolo.
Ogni proposta può contenere più direzioni. Le aggiungiamo man mano che arrivano. Apri una proposta per vedere tutte le tavole a schermo intero e il logo applicato alla home del sito.
Quattro domande
per ogni logo.
Per confrontare proposte molto diverse tra loro, conviene farsi le stesse domande davanti a ciascuna.
Regge il nome?
"The Collector's District" ha tre parole e un apostrofo. Il segno deve restare compatto e leggibile, anche in versione breve.
Parla di carte?
Si deve capire subito che è un evento TCG, senza copiare l'estetica di un singolo gioco o di un editore.
Funziona in piccolo?
Favicon, avatar social, badge, timbro sul biglietto, sleeve: il marchio deve vivere anche a 32 pixel.
Diventa un sistema?
Pittogramma, icone, texture, colori. Serve abbastanza materiale per costruire sito, merch, segnaletica e Trading Night.